Anno XI, 22 | 09 | 2017
Benvenuti

 

Il nostro è un giornale telematico di spettacolo, culture e riflessione socio-politica, meglio conosciuto con il suo passato indirizzo di inscenaonline.com o scenarionline.com. Sostituito a causa di ripetuti attacchi di hackers, denunciati senza ancora esito alle competenti autorità giudiziarie.

La testata, nella sua precedente edizione, venne fondata nel 2005 da Nuccio Messina e Angelo Pizzuto per iniziativa del mensile PrimaFila, il sostegno dell'Accademia Nazionale di Danza  e il contributo delle edizioni Città del Sole. Successivamente (2010), per scissione del gruppo fondatore, ha rinunciato ad alcune connotazioni editoriali, comunque di prestigio, legate alle passate gestioni.

Dal mese di settembre 2012 ci si  avvale del prezioso contributo di CinemaSessanta, storica rivista fondata da Mino Argentieri. L'archivio storico delle trascorse edizioni è in possesso della direzione, in attesa che venga trasferito (leggibile oltre la cripticità elettronica) nelle nuove pagine.

 

Città del Sole - www.cittadelsoledizioni.it - P.I. 01484160807

Tutti i commenti relativi al giornale e ai suoi contenuti, certamente graditi, possono essere inviati al direttore o al vicedirettore.

Recapito telefonico +39.347.6388745

 


Notizie
Articoli
Pagine
Franco LA MAGNA - Vite dissolte ("Sicilian Ghost Story", un film di Grassadonia e Piazza) PDF Stampa E-mail
Pubblicato da Administrator   
Mercoledì 24 Maggio 2017 08:05

 

Buio in sala

 

 

VITE DI MAFIA

"Sicilian Ghost Story"- Tuo padre è un “infame”. Ti sciogliamo nell’acido

°°°°

Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Maggio 2017 21:07
Leggi tutto...
 
Giffoni Film Festival- 47a edizione. Al via dal 17 luglio PDF Stampa E-mail
Pubblicato da Administrator   
Martedì 23 Maggio 2017 08:29

 

Giffoni Film Festival

 


47a EDIZIONE, AL VIA DAL 17 LUGLIO

Bryan Cranston sarà il primo ospite internazionale

°°°°

Ultimo aggiornamento Martedì 23 Maggio 2017 08:48
Leggi tutto...
 
Giffoni Film Festival- “Into the Magic” (sino al 22 luglio) PDF Stampa E-mail
Pubblicato da Administrator   
Martedì 23 Maggio 2017 07:22

 

Giffoni Film Festival

 

Il direttore Claudio Gubitosi: “Fare Giffoni è molto difficile. Il nostro brand è uno stile di vita e una piattaforma composita al servizio del territorio”.


Quarantasette anni di “magia” per nutrire di bellezza e creatività migliaia di ragazzi, dai figli del proprio territorio agli adolescenti di ogni angolo del mondo, riunendo e crescendo intere generazioni sotto lo stesso cielo di periferia, diventato, grazie ad un’idea, il centro dell’universo giovanile. È l’unicità del Giffoni diretto da Claudio Gubitosi, maturato in mezzo secolo da Festival del cinema ad Experience globale: un progetto composto da numerosi programmi, un percorso vivo 365 giorni che produce durante l’anno ben 480 attività, anche quattro iniziative nello stesso giorno, distribuite non soltanto in Campania ma in Italia e nel mondo. Pur avendo una storia di quasi cinquant’anni e risultati sbalorditivi, si conferma la straordinaria voglia dell’idea di rigenerarsi senza mai smettere di far sognare e di stupire, crescendo di pari passo con l’eccezionale ‘fame’ e bisogno di Giffoni dimostrata dai ragazzi.

Per la 47esima edizione del Giffoni Film Festival, in programma dal 14 al 22 luglio 2017, sono già 4.600 i cuori pronti a emozionarsi, confrontarsi senza filtri e senza barriere, ideologiche e geografiche, nell’unico luogo in cui produrre felicità e formazione è stile di vita.

 

I PRIMI ANNUNCI DAL LICEO CLASSICO “TORQUATO TASSO”

Per illustrare le prime novità del programma di Giffoni 2017 il direttore Claudio Gubitosi ha scelto una sede emblematica come l’Aula Magna del Liceo Classico “Torquato Tasso” di Salerno,  luogo del sapere dalla duplice valenza storica e simbolica, grazie alla sensibilità della dirigente scolastica Carmela Santarcangelo. “Sono onorata di ospitare questa conferenza. Il Giffoni Film Festival rappresenta  la casa dei nostri ragazzi – ha commentato la preside – è un luogo capace di offrire innumerevoli  opportunità, come gli encomiabili scambi culturali che sempre più avvicinano gli studenti a Paesi e culture lontane. Un’idea meravigliosa che, negli anni, ha fatto conoscere ai giovani i diversi linguaggi della comunicazione e che, come liceo classico che si apre al territorio, abbiamo sposato in pieno”.  Alla presentazione hanno partecipato inoltre diverse autorità: il Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, il Questore di Salerno Pasquale Errico,  il Sindaco di Giffoni Valle Piana Antonio Giuliano, il Comandante provinciale dei Carabinieri di Salerno Antonino Neosi, il Comandante del nucleo operativo dei Carabinieri di Battipaglia Erich Fasolino, accolti dal presidente dell’Ente Autonomo Giffoni Experience Piero Rinaldi.  “Giffoni è diventato un evento unico nel panorama nazionale ed internazionale”, ha esordito nel suo intervento il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. “Qualche tempo fa avevo dei dubbi sulla composizione del Festival, ma oggi si è delineato un progetto di grandissimo interesse e di prospettiva che lega alla cinematografia le nuove tecnologie, la formazione, la creazione di lavoro.  È in corso di completamento la Multimedia Valley: avremo un luogo di  produzione e formazione sulle nuove tecnologie. Giffoni è diventato importante anzitutto per lo scambio umano. Quella di Giffoni è diventata un’esperienza straordinaria per la Regione perché, come sottolinea Claudio Gubitosi, nel momento in cui si svolge il festival abbiamo una proiezione nazionale ed internazionale della Regione Campania e da questo punto di vista Giffoni ci aiuta a proiettare in maniera positiva l’immagine della nostra regione”.

LE GIURIE DELLA 47ESIMA EDIZIONE

Cresce di edizione in edizione la giuria più appassionata, critica e multietnica di sempre ed è stato grandissimo lo sforzo fatto per soddisfare quanto più possibile le migliaia di richieste e candidature inoltrate, sia tramite numerosi clickday che attraverso i contest - novità assoluta dell’edizione 2017 - per valutare potenzialità e inventiva degli aspiranti giurati Generator. L’ultima eccezionale call è partita qualche giorno fa per accontentare altri 250 ragazzi. Quest’anno i giurati saranno 4.600, ben 450 in più rispetto al 2016, suddivisi nelle sette sezioni competitive che compongono il concorso - Elements +3, +6, +10, Generator +13, +16, +18, Parental Control/GexDoc dedicata ai genitori - cui si aggiungono i 100 ragazzi scelti della Masterclass. A tuffarsi nell’esperienza più magica che ci sia,  giovani provenienti da 52 Paesi di tutto il globo, dall’Azerbaijan alla Corea del Sud, dal Pakistan agli Usa, nonché da tutta l’Europa e dall’Italia che ha, naturalmente, un posto di rilevo nella composizione della giuria. Dopo ben 11 anni di assenza (l’ultima visita è datata 2006), tornerà a Giffoni una delegazione proveniente dall’Iran, Paese cui il Festival è rimasto sempre vicino, partecipando con i suoi giurati al Hamedan e Isfahan film festival fino al 2015.

IL TEMA “INTO THE MAGIC” E L’IMMAGINE DEL MAESTRO MIMMO PALADINO

C’è bisogno di magia, sempre di più: forse è questo il motivo per cui l’imponente community di Giffoni Experience ha scelto il tema INTO THE MAGIC. Into the magic è l’urlo felice di chi vuole tuffarsi nell’esperienza Giffoni, da tantissimi ragazzi definita, appunto, “Magica”. Magica per gli incontri che cortocircuitano generazioni e terre distanti. Magica per le storie cinematografiche che propone da sempre e che illuminano mondi altrimenti invisibili, sconosciuti. Magica per le strade e le piazze del paese (Giffoni Valle Piana) che entrano in fibrillazione con spettacoli, risate, colori ed emozioni esorbitanti. Magica perché è un’esperienza capace di ripetersi ogni anno così simile a se stessa e così indicibilmente diversa, a partire dall’immagine che contraddistingue ogni edizione. Una vera opera d’arte che, negli anni, ha portato diversi artisti a misurarsi con mondi e personaggi fantastici e che, per il 2017, è stata affidata alle mani del maestro Mimmo Paladino – nato a Benevento ma conosciuto in tutto il mondo - pittore, scultore e incisore le cui opere sono collocate in alcuni tra i principali musei internazionali tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York. Grande l’attesa della community per l’immagine ufficiale che sarà presto presentata.

Per saperne di più: http://www.giffonifilmfestival.it/, http://www.facebook.com/GiffoniExperience.

--

Ufficio Comunicazione Giffoni Experience

Tel. +39 089 8023204 - +39 089 8023239  Fax: +39 089 8023210  Web: www.giffonifilmfestival.it

Email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.    Via Aldo Moro, 4 - 84095 - Giffoni Valle Piana (SA)

Ultimo aggiornamento Martedì 23 Maggio 2017 08:41
 
Redazionale- Gubitosi, "Giffoni, tra i primi dieci festival del mondo" PDF Stampa E-mail
Pubblicato da Administrator   
Martedì 23 Maggio 2017 08:14

 

Giffoni Film Festival

 

 

CLAUDIO GUBITOSI "SIAMO TRA I PRIMI DIECI FESTIVAL DEL MONDO"

Cifre gratificanti  e nuovi progetti in cantiere

°°°°

Ultimo aggiornamento Martedì 23 Maggio 2017 10:12
Leggi tutto...
 
Francesco TOZZA- In cerca d'autore? Ronconi e i suoi attori (uno "studio" pirandelliano al Piccolo, Milano) PDF Stampa E-mail
Pubblicato da Administrator   
Venerdì 19 Maggio 2017 17:06

 

Il mestiere del critico

 


IL CERCA D AUTORE?

Al Piccolo

RONCONI E I SUOI ATTORI....

Studio sui “Sei personaggi” di L. Pirandello- diretto da Luca Ronconi, ripreso da Luca Bargagna  (progetto a cura di Roberta Carlotto)-  con Massimo Odierna (Padre), Sara Putignano (Madre), Lucrezia Guidone (Figliastra), Fabrizio Falco (Figlio),  Alice Pagotto (Madama Pace), Davide Gagliardini (Capocomico),  e inoltre: Matteo Cecchi, Marina Occhionero,Gloria Carovana, Zoe Solferino.  Luca Tanganelli, Stefano Guerrieri,Luca Mascolo, Luca Carbone, Cosimo Fascella.  Coproduzione: Centro Teatrale Santacristina e Piccolo Teatro di Milano

Al Piccolo Teatro Studio Melato, Milano, maggio 2017

°°°°

Il teatro – si ripete spesso – è il luogo della verità, non però quella con la v maiuscola (che forse nemmeno esiste!), bensì di quella – grande o piccola, non importa – che alberga nel nostro inconscio, difficilmente approdando poi alla nostra coscienza. La quale, non senza violenza, spesso la reprime o comunque la nasconde   (perfettamente riuscendovi, per giunta); anche se poi le manifestazioni artistiche che talvolta ne derivano – nel momento in cui le si producono (per chi ha la capacità di farlo, ovviamente!), o quando (più di consueto) le si fruisce, in chiave di sublimazione – diventano, grazie alla loro preziosa ambiguità, cartine di tornasole per la rivelazione dell’implicito (più retoricamente si dice dell’ineffabile), altrimenti condannato, nel quotidiano, al più assoluto dei silenzi.

E’ fin troppo nota questa dimensione del teatro (e dell’arte in genere); anche se – bisogna dire – il teatro raggiunge l’obbiettivo assai meglio, almeno fino a quando rimarrà subdolo gestore del corpo dell’attore, e dello stesso spettatore, magari suo malgrado: dimensione che, forse proprio per le peculiarità sottilmente sublimative che accompagnano questo antico linguaggio, ne sta determinando il relativo abbandono, a vantaggio della più comoda e asettica virtualità assicurata, senza più catarsi, dai nuovi media. Inutile, dunque, insistere sulla cosa: si scoprirebbe solo l’acqua calda.

E tuttavia – per venire all’oggetto dell’articolo – sul rapporto Ronconi/Pirandello è il caso di spendere qualche parola, proprio alla luce di quanto appena detto: certo con grazia… e senza la pretesa di scoperchiare tombe o aprire inferni felicemente occultati, magari riandando a certe riflessioni, contenute in una nostra postfazione ad una delle ultime interviste concesse da Ronconi (forse l’ultima), ampiamente saccheggiata per alcuni aspetti, di fatto passata sotto silenzio nei misteriosi percorsi della c.d. critica ufficiale. Un rapporto difficile – lo si è già detto da altri, senza magari approfondirne i motivi – a conti fatti un rapporto conflittuale, si direbbe di amore/odio (per sotterranee corrispondenze intuite, ma razionalmente sempre respinte), fra uno dei più illustri e prolifici registi degli ultimi decenni e il drammaturgo forse più importante che il secolo scorso ha di sé improntato, con evidenti ripercussioni sulla “vita nuda” (non quella semplicemente virtuale) che ancora resiste ai nostri giorni.

Rapporto difficile, torniamo a dire, non a caso sempre ritardato da un regista che, pur non risparmiandoci generosi amplessi con vecchi e meno vecchi classici, pur curiosando nei meandri della drammaturgia contemporanea, per sperimentazioni linguistiche di indubbia caratura anche nel semplice approccio ai mai rinnegati “testi”, ha però quasi sempre (e puntigliosamente) evitato la messa in scena del terribile Agrigentino, e non certo per il timore del confronto con grandi e ormai storici allestimenti (ma non si può mai dire!). Pochissime le eccezioni: un’edizione dei Giganti con attori tedeschi; un Questa sera si recita a soggetto – all’Argentina di Roma nel dicembre del ’98 – strumentalmente affrontato per sperimentare istanze metateatrali, a nostro avviso non efficacemente metabolizzate; L’innesto appena comparso, ma assai poco mantenuto sulle nostre ribalte, già all’epoca di Pirandello, comunque da noi  purtroppo perduto, anche se quanto mai emblematico, proprio come testo, per il nostro discorso; infine questi Sei personaggi, mutilati nel titolo e non solo in quello, affrontati quasi con una sorta di pudore sotto la ben nota formula dello “studio”: che poi tale è rimasto, negli anni delle riproposte con gli stessi giovani attori, bravissimi tutti e in buona parte ormai entrati nell’agone teatrale, accanto ad altri, di loro più giovani, in parti secondarie, per questa ennesima riproposta post mortem, chissà se davvero gradita, nell’aldilà, dal grande regista da poco scomparso.

E le eccezioni confermano i dubbi, per non dire i sospetti! Il fatto è – per non farla lunga – che qui ci si trova di fronte a due sottili esercizi di autorepressione. Apparentemente più scoperta quella di Pirandello, appena velata (proprio nei Sei personaggi) dalle latenti contraddizioni di un complesso universo familiare, che rischia addirittura di sperimentare l’incesto (aveva qualche ragione la povera Antonietta Portulano, la “pazza” moglie del grande Siciliano, finita in manicomio per le ossessive incursioni nel privato del marito?), ma forse nascondeva più consistenti difficoltà o insofferenze da parte dell’Autore nei confronti dell’altro sesso (sintomatico il “casto” rapporto con Marta Abba, sua “donna di cuori” ma solo nelle pagine che il “caro maestro” andò regalandole nel corso della sua esistenza di attrice). Il gioco veramente drammatico – e non solo drammaturgico! – fra realtà e finzione, aldilà delle indubbie dimensioni socio-antropologiche nella realtà del tempo (ancora ravvisabili, anche se con segno parzialmente diverso, ai nostri giorni), a prescindere anche dalle sue indubbie coordinate metateatrali (Pirandello intuì, da par suo, la fine possibile di certo teatro, forse del teatro tout court) aveva un retroterra esistenziale che, proprio per la sua urgenza interiore, fu portato sulle tavole del palcoscenico con infinita, sofferta maestria.

L’autorepressione  di Ronconi – in una società certamente più tollerante, almeno nei suoi aspetti esteriori, di quella in cui visse Pirandello – probabilmente è stata più ideologica (se così si può dire) che drammaticamente esistenziale, forse per nulla vissuta nell’esplicitazione riservata delle proprie pulsioni, magari facilmente sublimata in pedagogia teatrale, e però non pienamente accettata nell’intimo di una coscienza, ugualmente inquieta per le difficoltà delle non sempre possibili, volute o ipotetiche, corrispondenze: nella quale inquietudine resta il mistero, nonché il dramma delle più intime pulsioni.

Insomma Pirandello fa esplodere nella scrittura drammaturgica, poi anche in quella scenica, se se ne sanno cogliere i connotati, il suo inconscio, facendolo vivere solo lì, sulla pagina e sulle tavole teatrali, ben consapevole del forzato transfert (“o si vive o si scrive”, ebbe melanconicamente a dire); i suoi personaggi sono la calda testimonianza di pulsioni offerte ad attori e spettatori, i quali ultimi difficilmente si sottraggono – per quella spasmodica voglia di autenticità, così sentitamente espressa in quelle pagine e nella relativa messa inscena di chi sa, e/o vuole, coglierne il drammatico afflato – al famoso dilemma del Capocomico: finzione o realtà?

I personaggi dello “studio” ronconiano sono, invece, freddi, si direbbe più frigidi o comunque algidi, nonostante la voluta più giovane età degli interpreti. Ma non per colpa loro (sono tutti bravissimi – lo si è già detto – e testimoniano l’alta scuola di un grande maestro della recitazione). Sono peraltro il parto di una testa pensante (il che non guasta mai!), un regista diviso fra tradizione e sperimentazione, abile concertatore di comportamenti scenici (le frequenti incursioni nel teatro d’opera non certo casuali), anche se l’abile gioco scenico tende a tutti i costi a nascondere, se non addirittura a negare, l’altro da sé. Nel che poi fu spesso il limite, oltre che la grandezza, di Ronconi, forse l’ultimo, inquietante figlio del Barocco.

Attori e personaggi, in questa sua messinscena pirandelliana, non si distinguono granché: ombre disincarnate di un presente (forse anche di un futuro prossimo) che si aggirano, come spettri, in quel bianco intenso che è luce di una razionalità che sa riflettere, ormai, solo su se stessa, anche quando grida un dolore che appartiene ad un corpo che in sostanza è negato.

Tutti dunque solamente attori “in cerca d’autore” (coerente l’eliminazione della prima parte nel titolo pirandelliano). E magari quell’autore l’hanno trovato: nel regista che scrupolosamente ha saputo orchestrare il vuoto della loro coscienza d’interpreti per uno spettacolo perfetto; dove, forse, la magia del teatro può ancora evocare la presenza di una Madama Pace (non a caso uno dei momenti più fascinosi dello spettacolo in quanto tale), ma alla Figliastra non è più lecito ridere, con quella sua reiterata, tragica risata, per quindi allontanarsi definitivamente da quel palcoscenico divenuto ormai l’esclusivo regno di una sempre più rarefatta finzione.

Ultimo aggiornamento Venerdì 19 Maggio 2017 17:22
 
« InizioPrec.12345678910Succ.Fine »

Pagina 6 di 10
ISSN 2280-6091

info@scenarionline.com
Direttore Responsabile

Angelo Pizzuto
pizzutoang@gmail.com

Vice direttore

Cinzia Baldazzi
cinziabaldazzi@gmail.com

Coordinamento redazionale
Lucia Tempestini
Redazione affari sociali

Francesco Nicolosi Fazio
francesconicolosi.f@tiscali.it

Banner