Anno XI, 20 | 11 | 2017
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Il nostro è un giornale telematico di spettacolo, culture e riflessione socio-politica, meglio conosciuto con il suo passato indirizzo di inscenaonline.com o scenarionline.com. Sostituito a causa di ripetuti attacchi di hackers, denunciati senza ancora esito alle competenti autorità giudiziarie.

La testata, nella sua precedente edizione, venne fondata nel 2005 da Nuccio Messina e Angelo Pizzuto per iniziativa del mensile PrimaFila, il sostegno dell'Accademia Nazionale di Danza  e il contributo delle edizioni Città del Sole. Successivamente (2010), per scissione del gruppo fondatore, ha rinunciato ad alcune connotazioni editoriali, comunque di prestigio, legate alle passate gestioni.

Dal mese di settembre 2012 ci si  avvale del prezioso contributo di CinemaSessanta, storica rivista fondata da Mino Argentieri. L'archivio storico delle trascorse edizioni è in possesso della direzione, in attesa che venga trasferito (leggibile oltre la cripticità elettronica) nelle nuove pagine.

 

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Angelo PIZZUTO- La Rivoluzione, tra aporia e macchina celibe ("La morte di Danton" di Buchner-Martone, all'Argentina di Roma) PDF Stampa E-mail
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Martedì 30 Maggio 2017 17:44

 

Il mestiere del critico



LA RIVOLUZIONE, TRA APORIA E  MACCHINA CELIBE

Al Teatro Argentina di Roma, la stagione si completa con l'ambizioso, vigoroso "La morte di Danton" di Buchner, regia di Mario Martone (di nuovo in tournée dal prossimo autunno)

-La Rivoluzione Francese è la Soglia della modernità malata, l'avvento della barbarie, la perdita della pietas. (Anna Maria Ortese)

-A buttarla in poesia, la Rivoluzione è un aquilone. Sai che non starà sempre in vetta, che qualche vento avverso lo abbatterà. Ma non si può fare a meno di amare, rincorrere gli aquiloni. (poeta anonimo)

-Per resistere a se stessa, la Rivoluzione dovrebbe essere permanente. Cioè farsi tensione, vocazione etica, non imponibile a nessuno perchè inconciliabile con il libero arbitrio. Per resistere nel tempo la Rivoluzione si fa quindi regime, apparato, burocrazia, delazione. Snaturando la sua indispensabile natura-struttura di equità e libertà per l'uomo e la società. In definitiva, la Rivoluzione è una tragica aporia, i cui combattenti fanno a gara di "incorruttibilità". Senza vincitori, ma milioni di vinti. (Noam Chomsky)

°°°°

Nel più bello, anzi brutto, della rivoluzione global-tecnologico-strozzina che (ignari e precari del “che ne sarà di noi?...polvere alla polvere”) durerà almeno per tutto il secolo in corso, proviamo a ragionare di Rivoluzione con metodo, senza accensioni ideologiche e nemmeno sconforti da generazione perdente.

Ad iniziare dalla semplice constatazione che, con molta probabilità, idea e prassi della medesima sono 'conquiste' di era moderna (18° sec.  dintorni), mentre nei tempi passati fu tutto un ribollire di tumulti, insurrezioni, guerriglie, regicidi e cambi di guardia (da Eschilo a Shakespeare non mancano gli esegeti-poeti), incastonati in quell’alveo leggendario e insindacabile che inizia dalla missione mistica di Mosè in rivolta contro l’Egitto per poi esaltarsi, più prosaicamente, in Spartacus terrore del patriziato romano e  Robin Hood dei Potentati d’Inghilterra.  Tralasciando (volutamente) i tanti Masaniello, Vespri siciliani, Cola di Rienzo e Peppa la Cannoniera, di cui pullulano le cronache “regionali” e di tanti “regimi”,  a comune denominatore della credulità e fuoco-fatuo del ribellarsi  senza “mezzi di produzione” e gramsciano possesso di strumenti culturali propositivi ed antagonisti.

Ad un principio di Rivoluzione attendibile, analizzabile con le lenti  della politologia e non del mito, si arriverà infatti con quella Francese e, oltre un secolo dopo con quella Russo-Sovietica, entrambe plasmate sulla carismatica presenza di leader, strateghi, ideologi, esecutori (spesso di lavoro sporco). E dall’inedita, innovativa, ambigua connotazione di Partito politico, bisognevole di esprimere una sua “rappresentanza” al Potere, che sarà vigore  e sventura “delle avanguardie e della conservazione”: con  inesorabile, cartesiana regolarità.

Non sappiamo se Buchner, vissuto poco più di vent’anni, a inizio 800, genio della scrittura e della ricerca scientifica (insigne anatomista), avesse conoscenza ed intuito per  anticipare le tediose osservazioni del presente. Sta di fatto che tutto l’ingente spettacolo desunto da  Mario Martone da “La morte di Danton”, quegli strumenti (di critica e disillusione) li  dà per acquisiti – quindi adatti  ad essere il  paradigma di una valutazione-concentrazione della Storia (che fu e che verrà) simile a 'macchina celibe' alla quale ci si sforza, per approssimazione, di dare un senso. Probabilmente perchè esempio tragico di una aporia "bifronte", secondo cui intransigenza ideologica e sovvertimento dal "volto umano" hanno entrambi una specifica "necessità" di essere. E nonostante le forze in campo (sopraffazione, sottomissione, egolatria, fanatismo) siano sempre eguali  a se stesse,  cambiando al massimo di costume, postura  e contesto uomo-polis.

Scritto in sole cinque settimane, tra il gennaio e il febbraio del 1835, da un “genius” post-adolescenziale  in fuga dalle autorità dell’Assia (dove era stato coinvolto in una rivolta locale), “La morte di Danton” (che anticipa  di due anni il più celebre “Wojzeck” e di uno appena la fiaba filosofica di “Leonce e Lena”)  ha il suo perno  sulla contrapposizione tra i due protagonisti di una tragedia collettiva:  compagni prima e avversari in seguito, entrambi destinati alla ghigliottina a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro. Ed in linea con quel grumo di pensiero su cui Martone lavora almeno dal tempo di “Noi credevamo”, ovvero   l’inevitabilità con cui un moto di popolo finisce per divorare se stesso. E una sommossa nata per i più “nobili ideali” diventare spietato regime. O dissoluzione, 'ritorno a casa' di vittime e profittatori.

Immagini scandite, nel tempo e negli spazi a venire, dai  “Dieci giorni che sconvolsero il mondo” (Russia, Rivoluzione d’Ottobre), dalle utopie tradite di Castro e della Rivoluzione cubana (rispetto all’integralismo messianico di Che Guevara), dalla degenerazione dei Soviet in comitati d’affari, morte d’esportazione (come nel caso di Trotskj) e incresciosa spartizione del pianeta in aree di influenza (nazismo, Yalta, imperialismo yankee, esportazioni necrofile di democrazia…).

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Quale chiave espressiva adotta Martone per un allestimento così complesso, corale, talvolta di grana grossa? Quella di un’epica stracciona, mista di sangue, sudore e macchine di morte, alleviati da blande crapule fra postribolo e mal venereo. Prassi scenica che potrà anche infastidire per certi suoi passaggi kolossal o di compiaciute contaminazioni dialettal-iconografiche (così simili ai bassi di Napoli). Ma che resta vigorosa, impetuosa, collettiva, anche nel suo sbozzare antifrasi ed epifenomeni di “marmaglie di complemento”.

Quasi un miracolo di “distillati  attorali” e  “tonali consonanze”   nel comizio di incitamento alla presa della Bastiglia che completa il primo atto (con Robespierre e Sain Joust ad arringhiare con cinismo la plebe informe).

Restando Danton (Giuseppe Battiston,  umana valanga di crapula, impeto e dubbio ragionevoli, incarnazione ad oltranza di filosofia epicurea)  'l’uomo in rivolta', 'solitario e solidale',  perplesso di se stesso, che insegue l’stante,  incerto al mattino se arriverà la sera, per lui e non solo   E Robespierre (l' affilato, esaltato, dialetticamente ferrato Paolo Pierobon)  incarnazione ossuta, mingherlina, indomita di un “mito di Sisifo” che dall’intelletto proto borghese si scaraventa sulla massa:  mucillagine cieca, impellente, assassina di un popolo plagiato, piegato e tumefatto dalla voragine del Termidoro, ‘nutrita’ di  fame e parole d’ordine (narcosi dell’indigenza più infima: quella del libero arbitrio espiantato dalla miseria).

Buchner? Il  meno romantico di epoca romantica,  il testimone più disilluso, concreto, depurato di titanismo subliminale- osservatore della “dinamica delle cose..irrazionale..sempre più simile a quella dell’homo sapiens”. Non esplicabile, men che mai incatenabile.

°°°°

Una produione Teatro Stabile di Torino

"La morte di Danton"

di Georg Büchner

traduzione Anita Raja

regia e scene Mario Martone

con (in ordine alfabetico) Giuseppe Battiston, Fausto Cabra, Giovanni Calcagno, Michelangelo Dalisi, Roberto De Francesco, Francesco Di Leva, Pietro Faiella, Gianluigi Fogacci, Iaia Forte, Paolo Graziosi, Ernesto Mahieux, Paolo Mazzarelli, Lino Musella, Totò Onnis, Carmine Paternoster, Irene Petris, Paolo Pierobon, Mario Pirrello, Maria Roveran, Luciana Zazzera, Roberto Zibetti

e con Matteo Baiardi, Vittorio Camarota, Christian Di Filippo, Claudia Gambino, Giusy Emanuela Iannone, Camilla Nigro, Gloria Restuccia, Marcello Spinetta

costumi Ursula Patzak

luci Pasquale Mari

suono Hubert Westkemper

registi collaboratori Alfonso Santagata e Paola Rota

scenografo collaboratore Gianni Murru

si ringrazia per la collaborazione Bruno De Franceschi

Ultimo aggiornamento Sabato 10 Giugno 2017 17:11
 
Il "Premio Sicilia 2017" a Isabel Allende PDF Stampa E-mail
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Venerdì 02 Giugno 2017 09:06

 

Segnalazioni

 

 

PREMIO SICILIA 2017  AD ISABELLE ALLENDE

Al Teatro Antico di Catania anteprima della settima edizione di Taobuk

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La casa degli spiritiRitratto in seppiaLa figlia della fortuna, sono solo alcuni dei romanzi di Isabel Allende che hanno conquistato milioni di lettori in tutto il mondo. La grande scrittrice cilena è amatissima anche in Sicilia, dove cresce l’attesa per la manifestazione che domani, sabato 3 giugno, alle ore 18,30, la vedrà protagonista al Teatro Antico di Catania. Ed è sul millenario palcoscenico di età greco romana che Isabel Allende riceverà il Premio Sicilia, istituito e promosso da Anthony Barbagallo, Assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana.

Si tratta di un evento in esclusiva per l’Italia, ideato e organizzato da Taobuk-Taormina Book Festival, fondato e diretto da Antonella Ferrara e accreditato tra le più importanti kermesse letterarie in ambito non solo nazionale. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana retto dall'assessore Carlo Vermiglio, il Polo regionale di Catania per i siti culturali diretto da Maria Costanza Lentini, il Teatro Massimo Bellini guidato dal sovrintendente Roberto Grossi.

Isabel Allende dialogherà con la giornalista Alessandra Coppola, firma del Corriere della Sera. Le letture saranno affidate all'attrice catanese Donatella Finocchiaro. Le musiche dal vivo saranno eseguite dal Bellini String Quartet, affermato ensemble che prende il nome dal grande compositore catanese, come il teatro di cui fanno parte i virtuosi che lo compongono; si tratta infatti di elementi di spicco dell'Orchestra del Teatro Massimo Bellini. La formazione è composta da Vito Imperato, primo violino di spalla dell'Orchestra,  Alessio Nicosia, violino, Luigi De Giorgi, viola, Vadim Pavlov, primo violoncello. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Le finalità e le prospettive del “Premio Sicilia” s’inseriscono nell’innovativo rilancio del turismo culturale, fortemente voluto dall’Assessore Regionale al Turismo Anthony Barbagallo. «Un’azione all’interno della quale la letteratura ha avuto un ruolo di rilievo – sottolinea l’Assessore Barbagallo – con l’individuazione di percorsi turistico-letterari e la promozione di un festival internazionale qual è Taobuk. Momento cruciale dell’evento sarà lo speach dall’impronta fortemente autobiografica che Isabel Allende terrà davanti al pubblico. Una riflessione, quasi un racconto, intitolato “Madri e figlie.

Il coraggio delle donne attraverso le generazioni”, un’ampia riflessione sui risvolti universali, culturali e civili, ma soprattutto umani, che assume il rapporto di ascendenza e discendenza in linea femminile, inteso in senso non solo genetico.  L'incontro con la Allende rappresenta l'anteprima della settima edizione di Taobuk, che si svolgerà a Taormina dal 24 al 28 giugno e incentrato quest’anno sul tema "Padri e figli".

Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Giugno 2017 16:28
 
Oggi al via a Catania la settima edizione di "Etna Comics" PDF Stampa E-mail
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Giovedì 01 Giugno 2017 07:13


Rassegne estive



ETNA COMICS 2017

Antonio Mannino

Ospiti di prestigio, mostre e spettacoli fino a domenica 4 giugno

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Con la migliore Artist Alley d’Italia, le più blasonate case editrici comics e games del panorama nazionale e internazionale, un’Area Movie da fare invidia a chiunque, prestigiose mostre e spettacoli sul Palco sempre più travolgenti, torna oggi Etna Comics, il Festival Internazionale del Fumetto e della Cultura Pop diretto da Antonio Mannino.Sette candeline per una manifestazione che, ripartendo delle oltre 73.000 presenze dello scorso anno, punterà a battere ogni record.

Fino a domenica sarà infatti possibile passeggiare per i padiglioni del complesso fieristico e incontrare o vedere all’opera le più grandi firme del fumetto. Dal grande Giorgio Cavazzano, tra i più celebri disegnatori Disney al mondo, che festeggerà in fiera i cinquant’anni di carriera con una straordinaria esposizione dei suoi capolavori, tavole, sketch e inediti, a big come Giuseppe Camuncoli, Mark Texeira, David Lloyd, Sara Pichelli, David Messina, Mirka Andolfo, Esad Ribic e Giulio Rincione.

Tutti nomi che per gli intenditori sono sinonimo di eccellenza e professionalità. Senza dimenticare Alex Maleev, autore del Manifesto ufficiale di quest’anno, al cui protagonista, una particolarissima rivisitazione del leggendario paladino catanese, Uzeta, Panini Comics ha dedicato la cover variant del n.3210 di Topolino Magazine. Un’accattivante copertina a tiratura limitata disegnata dal maestro Cavazzano, solo per veri collezionisti!

Ad animare l’Area Comics, oltre ai grandi publisher come Panini Comics, Disney, Bonelli, Bao Publishing, Magic Press, Saldapress ed RW Edizioni, che anche quest’anno hanno deciso di puntare sulla kermesse, grandi nomi del calibro di Emiliano Mammucari, Simone Bianchi, Otto Schmidt, Massimo Asaro, Alfredo Castelli, Sio, Don Alemanno, Lorenza Di Sepio e tanti altri. Grande fermento per le tre star dell’Area Movie che si fregerà della presenza di nomi blasonati come quello del celebre maestro del brivido, Dario Argento, di Aldo Baglio del famoso trio “Aldo, Giovanni e Giacomo” e di Marco D’Amore, dal set di Gomorra – La Serie.Sempre più accattivante l’Area Mostre che quest’anno vedrà esposte anche le opere originali di Will Eisner e Frank Miller, con stralci estrapolati dal libro “Conversazione sul fumetto”, celebrando così in pompa magna i cento anni dalla nascita del grande Eisner.Senza dimenticare le mostre permanenti de “Le Ciminiere”, gratuite per chi indosserà il braccialetto di Etna Comics 2017.

Attesissimi come ogni anno gli spettacoli in Area Palco: ad inaugurare la prima delle quattro serate sarà la magia della celebre regina delle sigle animate, Cristina D’Avena, che farà tappa a Catania con “Semplicemente Cristina”. Venerdì 2 giugno, spazio al “Parimpampum Tribute Show Featuring Clara Serina & Douglas Meakin”, tributo della celebre cartoon cover band catanese ai big delle sigle, mentre sabato 3 a salire sul palco saranno i Nanowar of Steel. Domenica 4 gran finale con il coloratissimo Cosplay Contest!

Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Giugno 2017 18:29
 
Franco LA MAGNA - L'istituto musicale Bellini di Catania riscopre Paolo Altieri PDF Stampa E-mail
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Giovedì 01 Giugno 2017 09:49

Istituto Musicale Bellini

 

ALLA RISCOPERTA DI PAOLO ALTIERI


 

“L’amante burlato”, povero ganzo abbindolato e deriso

°°°°

 


“L’amante burlato”, un’opera buffa, sprofondata nell’oblìo, pressappoco come il nome del suo giovane e talentuoso compositore, Paolo Altieri, autore di un notevole corpus di composizioni e giunto misteriosamente da Napoli (allora capitale del Regno) a Noto nel mese di giugno del 1768, dove per allontanarsi dalla capitale sembra abbia accettato le proposte provenienti dalla sperduta cittadina siciliana divenendo “Maestro di cappella di tutte le Chiese di Noto”. Su questo compositore, ingiustamente dimenticato, da qualche tempo musicisti e musicologi stanno tentando un repechage “per riconoscergli – scrive Salvatore Carchiolo, che ha diretto l’Orchestra Barocca dell’Istituto Musicale Bellini, appunto nell’opera portata in scena al Teatro Sangiorgi di Catania - un parziale e postumo risarcimento di un destino che non gli fu generoso”.

Tratto da “La Cantatrice” ossia “La Pelarina” di Carlo Goldoni (da poco scoperto come autore del libretto, “cattiverie” di due donne nei confronti d’un povero ganzo dileggiato, vituperato e abbindolato), “L’amante burlato” (opera comica che, si legge ancora nello scritto di Carchiolo che ne illustra la messa in scena, attende ancora il “compimento di uno studio storico e filologico che ne consentisse la ricollocazione nel giusto contesto”) ha tuttavia incontrato nella briosa e meticolosa regia di Giovanni Grasso (altro docente, come Carchiolo, dell’Istituto di eccellenza catanese), la trascrizione di Carchiolo, l’ottima esecuzione di musicisti e cantanti, la splendida e variopinta scelta dei costumi di Rosy Bellomia, la piena approvazione del numeroso pubblico che ha affollato la “seconda sala” del Teatro Massimo Bellini, divertito e piacevolmente stupito da un’offerta culturale così rara e preziosa, frutto dell’impegno e della dedizione continua profusa da allievi e docenti dell’Istituto.

“La prima, piacevole e inaspettata, sorpresa, è stata per me - scrive il regista  Giovanni Grasso  -ritrovarsi tra le mani dopo quindici anni, grazie alla pregevole trascrizioni di Salvatore Carchiolo, un’altra opera drammatica, per l’esattezza una nuova commedia, come la prima in forma di intermezzo e a quanto pare, fra la poderosa mole di composizioni di carattere sacro, la sua seconda ed ultima produzione melodrammatica”. Una scommessa ardua, per docenti e soprattutto allievi “all’esordio delle loro carriere, ‘obbligati’ a debuttare con un autore che non lascia spazio ad errori e ‘annichiliti’ - ancora parole ‘burlesche’ di Grasso, tanto per stare in tema - già alla loro prima esperienza teatrale con un’opera dall’azione frenetica e il ritmo incalzante, che impone all’interprete attore-cantante un’attenzione e uno sforzo continui”.

E c’è davvero da augurarsi che la temperie giudiziaria che inopinatamente l’Istituto vive in questi giorni - dovuta alle indegne malversazioni d’una accolita di malviventi, vera e propria associazione a delinquere, che in nove anni ha sottratto ben 14 milioni di euro, provocando una voragine che rischia di gravare pesantemente sulle sorti future dell’istituzione catanese - possa rapidamente risolversi, restituendo all’Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania la serenità con cui continuare a svolgere i compiti ai quali è istituzionalmente preposto.

Paolo Altieri
L'AMANTE BURLATO
Intermezzo in due parti
Tratto da la “Cantatrice” ossia la “Pelarina” di Carlo Goldoni

Personaggi e interpreti
Belarina (Musica Principiante) - Margherita Aiello
Volpiciona (Madre di Belarina) - Claudia Ceraulo
Tascadoro (Uomo Ordinario) - Graziano D'Urso
Florindo (Innamorato di Belarina) - Ausilia Arrigo

ORCHESTRA BAROCCA DELL'ISTITUTO BELLINI

Clavicembalo e Direzione - Salvatore Carchiolo*; Violini - Carla Marotta* (maestro di concerto), Germana Caniglia, Giulia Lo Piano, Andrea Platania, Giorgia Reitano, Martina Scarpuzza, Alessio Corretni, Irina Viktarouskaya, Marianna Musumeci; Violoncelli - Maurizio Salemi*, Francesco Musumeci; Contrabbasso - Piero Leone; Oboi - Luciana Danieli, Janeal Tatum; Trombe - Gianluca Lucenti, Antonio Maucieri; Corni - Ignazio Coco, Gabriele Denaro; Clavicembalo - Pietro Piricone; Maestro Collaboratore - Giulia Russo; Assistenti alla Regia - Carmelo Maucieri, Valentina Serena Bauso; Suggeritore - Manuela Infalletta; Assistente Costumista - Margherita Melania Aiello; Sarta - Schiley Campisi; Trucco e parrucche Studio 3 Alfredo Danese;

Costumi Rosy Bellomia. Trascrizione Salvatore Carchiolo   Adattamento e Regia Giovanni Grasso

Al Teatro "Sangiorgi" di Catania

 

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Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Giugno 2017 07:45
 
Presentata a Catania la settima edizione di "Etna Comics" (1-4 giugno) PDF Stampa E-mail
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Domenica 28 Maggio 2017 07:00



Rassegne estive





ETNA COMICS

 

Big del fumetto, grandi publisher, Dario Argento e Aldo Baglio tra gli ospiti

 

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Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Maggio 2017 09:53
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ISSN 2280-6091

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Coordinamento redazionale
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Redazione affari sociali

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