Anno XI, 24 | 11 | 2017
Cinzia BALDAZZI – Puoi vestirti di seta (“Amore e furto. De Gregori canta Bob Dylan”) PDF Stampa E-mail
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Musica d' autore

 

 

PUOI VESTIRTI DI SETA, VESTIRTI DI COTONE

Note sul disco AMORE E FURTO. De Gregori canta Bob Dylan

“Il mio è un gioco di specchi: siccome al suo nome vengo accostato spesso, a questo punto non solo confesso il reato, ma già che ci sono gli rubo anche il titolo e chiamo il disco Amore e furto”.

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Così ha affermato il cantautore Francesco De Gregori, il quale, dopo Genova e Milano, ha presentato anche a Roma il suo compendio di undici cover in italiano di altrettante canzoni (anche se nessuna inserita in Love and Theft del 2001) del maestro e mito del folk statunitense, e di molto altro. Sì, è proprio vero: intraprendendo un’avventura musicale assai impegnativa, De Gregori ha dedicato un disco a brani appartenenti a circa trentadue anni di attività musicale di Bob Dylan, scegliendone un paio folk (Desolation Row, I Shall Be Released), tre genericamente “melodici” (Not Dark Yet, If You See Her, Say Hello, Sweetheart Like You), quattro rock (Political World, Dignity, Subterranean Homesick Blues, Series of Dreams), un rock-blues (Tweedle Dee & Tweedle Dum), un blues-gospel (Gotta Serve Somebody).

Dopo averlo ascoltato, l’iniziale impressione personale e professionale (la prima infatti ha generato la seconda senza mai scomparire, non banalizzandola, anzi alimentandola, in quanto seguo Dylan da quando avevo dodici anni) è stata assai positiva verso un’impresa carica di documentazione, a sostegno di una coraggiosa traduzione (“Ho lavorato parecchio sulla fedeltà del testo, è stato il mio terrore”) e ricca, per lo spazio che rimane tra l’uno e l’altro, di interpretazione. Da dylanologa ho apprezzato il progetto soprattutto perché, non lasciandosi intimorire dall’ostacolo (insormontabile per tutti) della differenza tra la voce sua e di Dylan - che nei decenni ne ha avute ed esibite svariate - De Gregori ha voluto ed è riuscito a rendere più vicino a noi, al nostro modo di essere, di cantare, e concepire il rapporto tra musica e vita, quell’ineffabile complesso musicale e poetico, testimone del ‘900, che dal lontano 1962, con Blowin’ in the Wind, ha seguito passo passo la seconda metà del secolo scorso e l’inizio del nuovo.

Recensire, commentare una cover (per di più in un’altra lingua), comporta sempre per noi critici uno sforzo di traduzione di natura doppia, di quello che sentiamo in ciò che scriviamo di sentire: in quanto, alla traduzione implicita in ogni messaggio interpretativo si aggiunge il compito di dover operare la scrematura tra quello che nell’opera appartiene all’autore e quanto invece rimane nelle mani del nuovo esecutore.

Nel caso di Dylan-de Gregori, la situazione che porta a valutare la bellezza e il contributo di Amore e furto, si complica moltissimo, a partire dall’impossibilità quasi totale, dopo oltre cinquant’anni, di collocare in generi precisi e quantità di bellezza, di importanza, le canzoni stesse di Dylan. Mi spiego meglio. Raramente la qualità della musica, della performance vocale, dell’orchestrazione, influisce in maniera diretta nella bellezza, originalità o importanza del testo del cantautore di Duluth. Blowin’ in the Wind inno del ‘900? È vero, ma la voce è ancora di un ragazzo a cui piace cantare, e gli accordi della chitarra direi quasi elementari. Ma, a sentirla - mi riferisco a quella originale - cambia tutto.

Per tornare a De Gregori, il rock-blues Tweedle Dee & Tweedle Dum, forse la mia preferita come scelta (anche perché Desolation Row non è tra le mie best dylaniane, neanche nella versione di Fabrizio De Andrè), nel mondo della musica di Dylan è tra le più “piccole” come valore intrinseco: ma, anche per essa, ancora una volta, a sentirla cambia tutto. Ma come si fa, mi chiedo, a confrontare il Tweedle Dee & Tweedle Dum di De Gregori con il pezzo ispiratore? L’inizio, perfettamente identico nella base musicale, sembra invece un altro per la mancanza di quella sonorità, di quelle note affilate e pungenti dell’originale, per cui, dall’assurda storia incalzante, di tutto e niente, che ha ritratto Dylan, ispirandosi al ciclo di Alice, entriamo in una piacevole avventura-filastrocca di questi due curiosi personaggi della mente di Lewis Carroll divenuti protagonisti di una bella canzone.



Lo stesso De Gregori ha, indirettamente, confermato un tale stato di cose: “A certi pezzi ho rinunciato perché l’aggancio tra metrica ed espressione originaria non mi sarebbe riuscito, come per My back pages, che contiene un verso straordinario come ‘I was so much older then, I’m younger than that now’. Tradurre vuol dire stare sulla musica, non solo sul testo. E in generale è il suono che comanda. Non trovo giusto portare se stessi nell’opera di un altro. Ma vale per il testo: per la musica so per esperienza che la veste di un brano registrato è soggetta a molte variabili”.

Di grandissime canzoni (cioè “nate” grandi, e tali anche ad ascoltarle, nonché nella loro storia), oltre a Desolation Row troviamo Subterranean Homesick Blues. Qui il discorso del confronto diventa necessariamente meno “aperto”: il genere tipicamente rock, con quella quantità enorme di parole infilate da Dylan una dietro l’altra, tanto da farlo considerare il prototipo di un rap, non può interessare a De Gregori, che ne fa appunto un’apprezzabile edizione plain.

Chissà, mi chiedo, cosa penserà invece il vecchio Bob di questa Non è buio ancora. Il cantautore italiano ha dichiarato: “Dylan sa di questo progetto, anche se non l’ho incontrato per l’occasione, e in effetti non l’ho fatto nemmeno a Lucca quando abbiamo suonato uno dopo l’altro, perché sapevo che i media erano in attesa e stavano spiando. L’ho incontrato anni fa in camerino grazie a David Zard, abbiamo scambiato due parole e bevuto un bicchiere. Ma il mio vero incontro con Dylan è stato a quattordici anni quando tra tutta la musica straniera che ascoltavo, inclusi Beatles e Rolling Stones, mi arrivò quel suono così sghembo, poco allineato. Non capivo cosa diceva, non sapevo l’inglese: era proprio il suono, che mi incuriosiva”.

Della splendida Not Dark Yet (la seconda nella mia classifica personale di Amore e furto, dopo Tweedle Dee & Tweedle Dum), la musica non incuriosisce affatto, perché parla direttamente. Di cosa? Della sera che scende, del fiume che scorre fino al mare (“I’ve followed the river and I got to the sea”), il tutto “in un mondo di chiacchiere e una montagna di fumo, senza mai cercare negli occhi di nessuno”, e prosegue: “sometimes my burden seems more that I can bear, It’s not dark yet, but it’s getting there”.

Nella versione originale, il mirabile attacco è orchestrato intensamente con le chitarre e l’intera sezione ritmica, mentre nella canzone italiana gli strumenti a corda sono sotto tono. Ma comunque, mentre si racconta, in poche righe, ogni attimo della vita, “avendo girato in lungo e in largo, visto niente di speciale”, essendo “nato senza chiederlo, senza volerlo morirò”, anche nella traduzione Non è buio ancora, non rimane che “sentire una preghiera”. Forse sarà un errore, forse no. Siamo ancora in tempo, perché l’oscurità non è scesa.

Concludo con un grande poeta italiano, che, appena ventunenne, scriveva: discesa la notte, salita la luna, “ancor lungo / la speme e breve ha la memoria il corso, / Il rimembrar delle passate cose, / Ancor che triste, e che l’affanno duri!” (Giacomo Leopardi, Alla luna).

Grazie a De Gregori per aver avvicinato la luce e il buio, la speranza e l’affanno, della grande musica dylaniana.


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"Amore e furto. De Gregori canta Bob Dylan"

Uscita: 30 ottobre 2015  Prodotto da Guido Guglielminetti per Sony Music

Tracklist:   Un angioletto come te (Sweetheart like you) - Servire qualcuno (Gotta serve somebody) - Non dirle che non è così (If you see her, say hello) - Via della Povertà (Desolation row) - Come il giorno (I shall be released) - Mondo politico (Political world) - Non è buio ancora (Not dark yet) - Acido seminterrato (Subterranean homesick blues) - Una serie di sogni (Series of dreams) - Tweedle Dum & Tweedle Dee (Tweedle Dee & Tweedle Dum) - Dignità (Dignity)

 
ISSN 2280-6091

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