Anno XI, 22 | 09 | 2017
Anna DI MAURO - Saggistica breve. Arte e artisti in Finlandia PDF Stampa E-mail
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Saggistica breve

 


La luce del Nord sulle tenebre di un'Europa al tramonto

Edificio progettato dall'architetto Alvar Aalto


°°°°


Tiene il volto immerso tra le foglie di una felce, di una piantina di basilico, e intanto con le dita pizzica le corde metalliche di uno “strumento” creato per sollecitare energia, il profumo delle piante che continua ad accarezzare con le guance, il mento, il naso, in una osmosi delicata e straniante.
Sorride e invita il pubblico a imitarla...E' Egle Oddo, un'artista di origine palermitana che da qualche tempo vive ad Helsinki, dove insieme ad altri artisti ha fondato un'associazione.
La successiva  performance dal suggestivo titolo: L'arca dei semi, insieme alle altre  performances,  propone e progetta stili di vita più consoni e rispettosi dell'ambiente naturale e delle risorse umane, contrapponendosi alle tendenze artistiche portate all'esasperazione delle tecnologie, che finirebbero per indebolire, fino alla temuta scomparsa, la manualità artigiana che àncora l'uomo alla sua origine.
L'ensemble artistico a cui abbiamo assistito in una fresca giornata di agosto si svolge  in una ex clinica psichiatrica di Helsinki, in action con altre performances dove sugli oggetti simbolicamente riproposti, il gruppo di artisti riuniti sotto il titolo “Pienenergia” svolge semplici azioni meccaniche, dense tuttavia di significati profondi, come “l'arca” l'uovo di isomalto, al suo interno portatore di semi e fiori, completamente edibile, offerto dalla Oddo come “mondo” da gustare insieme agli spettatori.


Abbiamo fittamente  dialogato  con l'artista palermitana sui significati reconditi di questo rito efficacemente esplicitato e in linea con  le intenzioni del suo gruppo con il quale collabora, in un sodalizio costruttivo che ha precisi obiettivi di sensibilizzazione di temi delicati e importanti, a salvaguardia del nostro patrimonio umano. Un'arte dunque al servizio dell'uomo, interagente, per connettersi alle intenzioni dell'autore, in questo caso per produrre insieme un'energia naturale, recuperando esperienze, gestualità e significati altrimenti dimenticati. Gli artisti operanti a Helsinki vogliono connettersi con ognuno di noi, portare l'esperienza artistica in ogni direzione.
Nel dare un senso pratico l'arte in Finlandia tende dunque  alla funzionalità e alla relazionalità, sia nei percorsi tradizionali dell'architettura, basti citare per tutti Alvar Aalto, sia nelle nuove tendenze artistiche. Basti per tutti guardare Mad House Helsinki per il teatro sperimentale, o Pixelache Helsinki, nuove realtà indipendenti dove il design, la sperimentazione, la performance e l'attivismo hanno un ruolo centrale.

“Lo Stato in Finlandia lascia spazio a progettualità fattive e indipendenti, favorendole con cospicui finanziamenti, diretti soprattutto a sostenere i singoli artisti e la loro eccellenza, senza dettare loro la direzione di ricerca, tantomeno costringendoli ad aderire all'agenda istituzionale. Per esempio quest'anno - continua con contagioso entusiasmo la Oddo - Pixelache Helsinki sta realizzando un Festival sulla “Governance locale e decentralizzata”, per fornire alle istituzioni nuovi modelli da seguire (non il contrario), con il fine di aprire la progettazione urbana alla partecipazione diretta e concreta dei cittadini e soprattutto dei giovani...”   
Come non pensare malinconicamente e disperatamente all'Italia, dove si agisce esattamente al contrario?
Ascoltiamo con doloroso stupore un episodio sconcertante, definito eufemisticamente imbarazzante  dalla sua protagonista, a conferma dell'inettitudine delle nostre istituzioni.


La Oddo, artista affermata di livello internazionale che da tempo conduce una vita nomade fuori dall'Italia,  le cui opere sono state incluse all'Hermitage di San Pietroburgo, alla Biennale di  Casablanca, Biennale del Baltico, alla Triennale in Svezia, alla Biennale di Venezia, al Museo  Kiasma di Helsinki, per citare alcune istituzioni, racconta di avere  presentato alle istituzioni finlandesi un progetto artistico che, una volta approvato e finanziato, aveva pensato e sperato  di proporre e realizzare (udite udite) a Palermo, per favorire  un territorio diseredato e languente di finanziamenti. Nessuna risposta. Perchè? Non avevano letto il progetto, semplicemente, seppe più tardi, dopo averlo realizzato in Svezia, dove il progetto era stato invece opportunamente letto. Perché? Un caso di analfabetismo di ritorno dei nostri illustri politici? Lascio alla fantasia dei lettori altre affascinanti ipotesi.

In verità, nel breve, ma intenso soggiorno nella capitale del Design, ho visto chiaramente che la forza degli artisti nel Nord Europa trova terreno favorevole nell'atteggiamento dinamico di un sistema che al suo centro pone una parola semplice e potente: Rispetto.
L'organizzazione statale si pone al servizio della libertà nella sicurezza. La libertà creativa trova il suo spazio e la sua dignità. La “bellezza” si coniuga alla funzionalità, creando ambientazioni stimolanti, esteticamente ed eticamente efficaci. Il Nord dalle sue  terragne radici è pervenuto a un solido Presente  che guarda serenamente  al Futuro. La terra che per buona parte dell'anno si copre di buio, neve e ghiaccio addita ai paesi caldi e soleggiati  la  luce di un pensiero socialmente costruttivo, che il nostro sistema ignora e vuole continuare a ignorare.

Nel nostro “glorioso” passato,  indossato per sfoggio, di cui ci avvaliamo per spocchia,  portatori insani di cotanta cultura, invano ci giriamo e rigiriamo, come l'inferma di dantesca memoria.
Grande arte... grande letteratura... ma il cittadino/uomo trema insicuro nelle sue case mal costruite, vanamente custodite da cancelli, cancelletti, megaserrature, tristemente trasformate in prigioni, nel suo incerto cammino, abusato, minacciato, inascoltato, trascurato, impotente, misero, sconfitto, infelice.  
La Finlandia addita percorsi possibili e non solo nell'arte. Aprirsi al “Nuovo Mondo” vuol dire anche semplicemente leggere e rispettare un progetto finanziato da realizzare, favorendo le eccellenze locali. Un corso accelerato di alfabetizzazione sociale sul cosa significhi Rispetto, riservato agli addetti ai lavori italiani,  potrebbe essere in prospettiva, qualora ci fosse uno spiraglio di speranza, un fondamentale dettaglio da non trascurare. Forse basterebbe imitare un comportamento efficace, chiudere gli occhi e lasciarsi accarezzare da un'onda rinnovatrice.
Per non morire.

 
ISSN 2280-6091

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